quotazione prezzo petrolio

Quotazione e Prezo petrolio: il valore attuale e le previsioni future

Dopo mesi di continui ribassi che lo avevano portato ad aggirarsi intorno alla quota di 40 dollari al barile un anno fa, il petrolio sembra da qualche mese avere ripreso vigore con un prezzo che si è attestato intorno a 50-55 dollari al barile. Le previsioni che avvisano di un probabile taglio della produzione del greggio da parte dei paesi produttori come Arabia Saudita ed Egitto indicano che il prezzo del barile probabilmente si alzerà ancora di più, fino a raggiungere una quota intorno ai 70-75 dollari al barile.

Quotazione in tempo reale del petrolio WTI e Brent

WTI: 56.64 $ al barile

BRENT: 62.73 $ al barile

Dati in tempo reale. Indici di riferimento: Petrolio Brent: Brent Oil futures (ICE, Londra), segmento CFD. Petrolio WTI: Crude Oil futures (CME Group, NYMEX, Stati Uniti), segmento CFD.

Ma a che prezzo è valutato adesso un barile di petrolio, importantissima commodity mondiale?

La chiusura del 1°marzo ha confermato la fase di assestamento che sta vivendo la quotazione di questa materia prima, con il titolo Brent che si è fermato a 56,28$ al barile e il WTI a 53,68%, entrambi in lieve calo (rispettivamente a -0,41% e a -0,61%) ma che non sono certamente state vittima di un tracollo in grado di invertire il trend rialzista a cui si assiste da un anno a questa parte.



Quotazione petrolio al rialzo per il primo trimestre

Le analisi confermano un andamento rialzista del titolo anche in chiave settimanale, con medie mobili impostate a 50 e 200 giorni che rimangono ampiamente al di sotto del prezzo odierno, poiché sono passanti a 53,13$ e a 48,65$. Qualora il prezzo al barile dovesse abbassarsi al di sotto di questo livello si potrebbe consigliare la vendita dei titoli in portafoglio ma anche le indicazioni fornite a livello macroeconomico ed esaminate con un’attenta analisi fondamentale forniscono ottime rassicurazioni riguardo al la prosecuzione della crescita dei prezzi al barile. Le previsioni dei principali analisti economici avvisano anche che il prezzo del petrolio si innalzerà fino ad arrivare a superare quota 60$ al barile; tuttavia arrivati oltre quella soglia la spinta rialzista incontrerà delle resistenze che causeranno un ribasso che farà tornare il prezzo al barile a quota 50$, un po’ come quello che sta succedendo con la quotazione oro.

Il rialzo del petrolio previsto dai grafici e dalle medie mobili potrebbe trovare nella sua strada alcuni ostacoli in grado di limitarlo nel corso del 2017, tra cui:
• Il possibile aumento di produzione deciso dai membri dell’OPEC, poiché un aumento costante del prezzo del greggio potrebbe rilanciare l’industria dello shale oll statunitense. Questo potrebbe favorire una politica di espansione di questa industria verso nuovi mercati precedentemente dominati dagli Stati mediorientali;
• Un dollaro più forte che, se dovesse continuare la sua corsa al rialzo, potrebbe frenare la domanda di acquisto dei barili. Se la politica di Trump tendente al protezionismo dovesse inoltre trovare reale attuazione questo fattore causerebbe l’inizio di vere e proprie guerre commerciali, con una situazione che minaccerebbe la ripresa a livello globale e che di conseguenza porterebbe ad una minore domanda di petrolio;
• La crescita della domanda della materia prima in India e Cina rischia di non essere favorevole come accaduto nel 2016. Si tratta di due Nazioni che infatti stanno attuando cambiamenti drastici, con la Cina che vede le sue strutture di stoccaggio riempirsi anche a causa delle norme legislative che hanno inasprito la produzione delle raffinerie teiera e con l’India che deve fare i conti con il pericolo derivante da una possibile demonetizzazione;
• I paesi dell’OPEC continueranno a tagliare la produzione per i primi mesi dell’anno, ma è molto improbabile che dopo continuino questa politica. Ciò è dovuto al fatto che fiscalmente le economie dei Paesi produttori di petrolio non possono sostenere un ulteriore diminuzione dei ricavi.

È proprio durante il periodo dei tagli della produzione del greggio che avverrà nel primo trimestre del 2017 che il prezzo del petrolio potrebbe andare sopra i 60$ al barile, e non è certamente un caso.

Questa risulterà comunque una spinta temporanea ed è probabile che i livelli raggiunti rischieranno di non essere mantenuti a lungo.

Grafico prezzo e quotazione petrolio


Nymex Future WTI. Dati ritardati in $ al barile.

I grafici mostrano indicazioni rialziste nel breve-medio periodo che faranno dormire sonni tranquilli a tutti coloro che hanno acquistato titoli recentemente, con la previsione di un possibile rialzo del prezzo del grezzo che dovrebbe completarsi entro fine marzo 2017 per poi assestarsi intorno a quota 61, dove una resistenza molto forte frenerà la corsa al rialzo dei titoli. Con un aumento di produzione da parte di Paesi come Nigeria, Iran e Libia è probabile che i prezzi del petrolio saranno corretti al ribasso.

Informazioni fondamentali sul petrolio

Il petrolio è un liquido infiammabile estraibile da giacimenti presenti sotto terra. Viene anche chiamato oro nero ed è un combustibile fossile che può essere lavorato fino ad avere altri derivati come benzina o gasolio. In natura esistono numerosi tipi di petrolio di diversa consistenza e densità. Un parametro fondamentale nella classificazione dei petroli è quello che si chiama grado API che misura la sua densità e prende il nome dalla American Petroleum Institute.

In base a questa classificazione esistono quindi petroli leggeri oppure petroli pesanti. In quasi tutto il mondo un valore maggiore di 30/35 è considerato un petrolio di tipo leggero. Se il valore è invece minore si avrà un petrolio considerato pesante. Le principali unità di misura del petrolio, ovvero il Brent e il WTI sono greggi di tipo leggero da tutti i parametri internazionali avendo un grado API di 38,06 (Brent) – 39,6 (WTI).

I petroli leggeri hanno un prezzo più alto sui mercati per il fatto che con la raffinazione è possibile ottenere prodotti in maggiore quantità a parità di altri valori.

Il barile di petrolio (indicato anche come bbl) è stato utilizzato sin dai primi tempi per trasportare il petrolio verso le raffinerie. E’ rimasto in vigore come unità di misura anche dopo i miglioramenti logistici per il trasporto del greggio che oggigiorno viene trasportato in petroliere ed oleodotti. Il barile di petrolio misura 42 galloni che equivalgono a 158,987 litri (1 gallone = 3,78541 litri).

Cosa cambia tra il petrolio WTI ed il petrolio Brent

Il petrolio WTI (West Texas Intermediate) è un petrolio leggero dolce (detto comunemente anche “Light sweet”) con un grado API di 39,6. Tale tipologia di petrolio viene prodotta principalmente in Texas ha una presenza di zolfo dello 0,24% rendendolo quindi dolce. Il suo punto di distribuzione logistica principale è ubicato proprio a Cushing in Oklahoma da dove partono anche oleodotti che giungono fino al golfo del Messico per la successiva distribuzione in tutto il mondo anche attraverso navi petroliere.

Il petrolio Brent è anch’esso un petrolio leggero e dolce con  un grado API leggermente inferiore al WTI di 38,06. Questo petrolio viene estratto nel mare del Nord Europa ed ha un contenuto di zolfo dello 0,37%. Insieme al WTI costituisce uno dei due tipi di petrolio più scambiati sui mercati internazionali.

Mentre in Europa la tipologia di riferimento per il petrolio è rappresentata quasi sempre dal Brent e negli USA dal WTI, nei Paesi del Golfo il riferimento utilizzato è il petrolio Dubai (insieme di varietà di Dubai e Oman) che rappresenta un petrolio di qualità leggermente inferiore ai precedenti e si differenzia per essere più acido.

Cosa determina il prezzo del petrolio

La quotazione del petrolio spot è il prezzo in un determinato momento relativamente ad una particolare varietà e può variare in base alla qualità, al tipo di petrolio e al suo parametro di riferimento (i già visti Brent, WTI e Dubai). Con l’avvento dei contratti future sul petrolio con cui è possibile fissare il prezzo del petrolio in anticipo, il prezzo spot ha perso molto dell’importanza che rivestiva fino a qualche anno fa.

Nei mercati internazionali oggi vengono sempre di più scambiati i contratti futures e i CFD (Contratti per differenza) e sono entrambi prodotti finanziari derivati, con un sottostante quindi che è appunto il barile di petrolio. Un contratto future è, per definizione, un impegno contrattuale a comprare o vendere ad un prezzo predeterminato ad una data stabilita indipendentemente dal prezzo presente sul mercato a quella data. Ovviamente è possibile vendere il contratto prima della data di scadenza: un trader venderà il contratto prima della scadenza, un compratore di greggio chiederà la spedizione del petrolio avendo già fissato il prezzo in anticipo per evitare fluttuazioni future.

Una delle differenze è che i future hanno quantità determinate e prestabilite (solitamente grandi quantità), i CFD invece possono essere anche una frazione dei contratti future. Tuttavia con entrambi è possibile acquistare o vendere petrolio bloccando il prezzo del momento e sono molto utilizzati dai trader che operano sul prezzo del petrolio in quanto semplificano la compravendita dei titoli.

Andamento storico della quotazione del petrolio

L’andamento del prezzo del petrolio negli anni è stato decisamente volatil, in modo particolare a partire dal 2005 quando sia il Brent che il WTI, partendo da sotto i 50 dollari al barile, hanno raggiunto circa 140 dollari crollando a circa 35 dollari alla fine dello stesso anno a causa anche della recessione mondiale in atto in quel periodo.

andamento quotazione petrolio storica

Il grafico qui sopra mostra l’evoluzione del prezzo e della quotazione del petrolio del greggio WTI a partire dal 1861 ad oggi confontando il valore nominale della quotazione con il reale, espresso in dollari del 2008. Da questo grafico si vedono in maniera molto evidenti le principali crisi petrolifere della storia, la crisi petrolifera degli anni ’70 che ha coinvolto in maniera importante anche il nostro paese e quella più recente del 2007/2008, derivante dalla finanza e i mutui subprime.

La quotazione del petrolio: da cosa è influenzata

Ma quali sono i fattori che influenzano la quotazione del petrolio? Sono numerosi e decisamente complessi, vediamo i principali:

  1. eventi geopolitici e internazionali (es. crisi finanziarie, guerre, etc.) – sicuramente il principale, come abbiamo visto qui sopra e la storia documenta con le varie crisi petrolifere e finanziarie nell’arco degli anni
  2. i prezzi delle diverse varietà di petrolio (Brent, WTI, Dubai, etc.) – c’è solitamente una stretta correlazione tra le varie tipologie di petrolio e se sale una di solito sale anche l’altra
  3. La crescita economica ha un forte impatto sui consumi di petrolio – ovviamente più cresce il PIL di una nazione o di un continente e più aumenta il prezzo del petrolio
  4. Le aspettative sulla crescita economica influenzano il prezzo del petrolio – le statistiche sulla crescita potenziale di un paese o di un continente vanno ad influenzare in maniera rilevante la quotazione del prezzo del petrolio
  5. Incrementi o decrementi di produzione di petrolio nei Paesi OPEC e non-OPEC hanno impatto sul prezzo – più petrolio c’è in circolazione e meno vale, ecco perchè i paesi produttori a volte decidono in maniera arbritaria di tagliare la produzione proprio per mantenere alti i prezzi
  6. Il livello delle scorte di petrolio concorre ad influenzare le quotazioni – il prezzo del petrolio è direttamente influenzato da quanto petrolio è immagazzinato nelle varie riserve mondiali. Più petrolio è presente e meno sarà il suo valore sul mercato.
  7. Il numero di partecipanti sul mercato – anche qui parliamo di teorie economiche di base
  8. Esiste una correlazione positiva tra il prezzo del petrolio e quello di altre commodity e con le aspettative di inflazione – idem come il punto 2