Monete d’oro da investimento: le monete d’oro più comuni, dove comprarle, fiscalità e tassazione

Con la recente crisi economica sempre più persone hanno deciso di investire in quello che da sempre è considerato il bene rifugio per eccellenza: l’oro.
Nel corso degli anni l’oro è stato sempre utilizzato come riserva monetaria, in quanto il suo peso determina in modo facile e rapido il valore dell’oggetto con esso prodotto.
L’oro ha inoltre mantenuto costante il proprio valore rispetto al tasso d’inflazione negli ultimi 200 anni. Ciò significa che il valore dell’oro è rimasto sempre stabile nel corso del tempo.
Per questi motivi, larga parte dell’oro esistente al mondo è posseduto dai governi, dalle banche centrali o altre istituzioni ufficiali, e catalogato come riserva monetaria internazionale.

I modi per investire i propri risparmi nel celebre metallo sono diversi: è infatti possibile investire sia in oro fisico, decidendo di acquistare materialmente monete d’oro oppure lingotti, sia sui mercati delle materie prime.
Lasciando da parte la tipologia d’investimento finanziaria, è possibile soffermarsi sull’oro fisico. Il modo migliore per acquistare oro è quello relativo alle monete: almeno questo sembra essere l’orientamento diffuso da parte dei risparmiatori. I lingotti infatti presentano alcuni aspetti che hanno sconsigliato a molti un loro acquisto: rispetto alle monete infatti sono più difficili da piazzare quando si desidera rivendere l’oro, non sempre infatti è facile trovare un compratore che sia disposto ad acquistare i lingotti. Al contrario le monete hanno un merato maggiore ed è molto più semplice reperire un compratore in qualsiasi luogo ci si trovi.

Investire in monete d’oro

Le monete d’oro hanno un’origine antichissima: nei tempi remoti infatti venivano utilizzate come moneta legale ed avevano un valore che rispondeva esattamente al valore stesso del metallo prezioso di cui erano composte. Oggi, al fine di essere considerata una moneta da investimento, è necessario che essa sia composta da una quantità di oro maggiore di 900 millesimi.
Sulle monete d’oro è sempre impresso un valore nominale, che si utilizzava convenzionalmente al tempo in cui erano valuta circolante ed indicava il potere d’acquisto reale della moneta in questione. Al giorno d’oggi il valore nominale indicato sulle monete d’oro è soltanto simbolico, in quanto esse sono valutate esclusivamente in relazione alla quantità di oro che di cui sono composte. Ma non solo, ci sono inoltre alcune monete che hanno una tiratura limitata e che per questo motivo vengono considerate rare. Il valore di scambio di tali monete può superare anche notevolmente quello del corrispondente peso d’oro, tuttavia esse non vengono trattate dagli investitori ma piuttosto da collezionisti e numismatici.

monete d'oro da investimento

Non tutte le monete d’oro hanno lo stesso valore, questo accade perchè non tutte hanno ovviamente le stesse dimensioni e quindi lo stesso perso, e perchè la composizione percentuale dell’oro non è sempre la medesima. Differentemente da ciò che avviene per i lingotti d’oro certificati, che sono realizzati con oro puro al 999,99 per mille, le monete possono essere composte, in piccola misura, anche di altri metalli meno nobili e meno preziosi.
Sul valore di mercato di una moneta d’oro influisce inoltre anche un fattore, per così dire, estetico: monete molto rovinate possono ad esempio subire delle svalutazioni sensibili, al contrario di monete in perfetto stato di conservazione che possono contare anche su una perfetta condizione visiva.
E’ possibile trovare diverse monete d’oro, coniate in luoghi diversi ed in diverse epoche storiche: ad ogni modo le più diffuse fra gli investitori è possibile trovare al primo posto la Sterlina inglese, denominata anche Sovrana, i 20 Franchi d’oro, conosciuti al mondo come Napoleoni, i Krugerrand sudafricani, il Panda cinese, il Marengo d’oro italiano ed i 20 Franchi Svizzeri.
Senza alcun dubbio la moneta d’oro più diffusa al mondo è la Sterlina: tale primato deriva da un fattore tutt’altro che trascurabile, sono infatti monete molto richieste poichè sono considerate molto sicure sul mercato e proprio per questo rivendibili con estrema facilità.

Il Marengo italiano

Il Marengo italiano è la moneta d’oro a cui siamo, per storia e tradizione più legati in Italia: sebbene non vanti una grande mole di scambi a livello internazionale, nel nostro paese sono facili da acquistare e riendibili in poco tempo. Il Marengo, coniato sotto il regno dei Savoia nelle zecche di Torino, Milano e successivamente Roma, è disponibile in due diverse monete denominate come l’effige stessa che riportano in facciata: vale a dire quella di Vittorio Emanuele II e di Umberto I. In realtà esistono anche i Marenghi raffiguranti Vittorio Emanuele III, ma sono in quantità estremamente basse e dunque non considerabili per la borsa.
Le monete coniate in Italia risalgono ad un’epoca compresa fra il 1861 ed il 1923, tutte posseggono un valore nominale pari a 20 lire, mentre presentano un peso totale di 6,451 grammi ed una purezza del 900,00 per mille, che tradotto equivalgono ad un peso di oro puro pari a 5,806 grammi.
Tanto per fare un paragone con le Sterline inglesi, il Marengo possiede all’incirca la stessa purezza delle monete coniate oltremanica, tuttavia presente un peso inferiore ad esse pari a circa un grammo e mezzo.



Come comprare monete d’oro da investimento

Onde evitare di incorrere in brutti episodi come falsari o intermediari truffatori è bene acquistare le monete d’oro presso rivenditori specializzati che ne accertino la qualità.
In questo senso il nostro paese è molto ben attrezzato nei confronti di chi vuole investire in monete d’oro: l’istituto di vigilanza sugli scambi monetari, la Banca d’Italia, mette a disposizione un servizio gratuito ed usufruibile da chiunque.
Sul sito internet dell’istituto infatti è stata realizzata una pagina che permette di conoscere tutti gli operatori professionali che comprano e vendo oro in Italia. Tali operatori ricevono la certificazione relativamente al fatto che operano conformemente alle norme nazionali ed internazionali sugli scambi monetari. Consultando questa lista è possibile stare lontani da operatori improvvisati o, peggio ancora, da truffatori.

Fiscalità degli investimenti in monete d’oro: la tassazione

Chi investe in oro deve però tenere presente un ulteriore fattore che può incidere sulle porprie transazioni: sugli scambi in oro infatti la legge prevede il pagamento di una tassa.
Se infatti il ricavo di una compravendita ha prodotto una plusvalenza, cioè se l’incasso derivante della rivendita dell’oro è superiore alla spesa spesa sostenuta per il suo acquisto, chi realizza il guadagno, dal luglio del 2014 deve corrispondere allo Stato Italiano una tassa in misura del 26% dell’importo della plusvalenza.
Se dunque vendendo monete o lingotti d’oro si ottiene una plusvalenza pari a 1000 euro, l’importo da versare, e da dichiarare attraverso un apposito riquadro della dichiarazione dei redditi, corrisponderà a 260 euro.
La plusvalenza relativa all’oro da investimento è infatti equiparata a quella di ogni altra rendita finanziaria che non si cumula con altri redditi: il cosiddetto Capital Gain. Occorre infine prestare attenzione ad un ultimo aspetto: per determinare la plusvalenza occorre conoscere il prezzo di acquisto dell’oro, occorre cioé conservare il documento di acquisto originale rilasciato dal mediatore.
In sua assenza l’agenzia delle entrate ha previsto infatti il calcolo della plusvalenza sul 25% dell’importo complessivo incassato in fase di rivendita. Vale a dire che se si vendono monete in oro per 5 mila euro, il 26 per cento di tasse verrà calcolato su 1250 euro, indipendentemente dal fatto che vi sia stata o meno una plusvalenza.

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