Come ottenere la quotazione dell’oro

I modi di calcolare il valore dell’oro

Prima di vendere i gioielli, non sapendo come avere la quotazione dell’oro, è meglio sapere come fare il calcolo. Si potrà così sapere se l’offerta ricevuta corrisponda a valori reali e soddisfacenti oppure no. Il metallo prezioso aumenta in termini di valore quando l’economia è stagnante o ci sono rischi di inflazione oppure nei casi di conflitti. Ci si può disfare di gioielli, otturazioni, denti, pepite, monete e lingotti recandosi da chi commercia l’oro, ma se lo si fa con consapevolezza si può valutare al meglio la possibile transazione. Chi compra per rivendere deve avere un guadagno e non spiega sempre come arriva a ottenere la cifra che propone al venditore. Ci sono tre passaggi che consentono con semplicità di arrivare a conoscere l’entità dell’oro posseduto utile a determinare una quotazione. I prezzi di mercato sono indicati sul giornale, ma si riferiscono all’oro puro, quindi bisogna fare attenzione. Si deve verificare la composizione dell’oggetto.

Organizzare l’oro in carati ed eseguire i test

Si divide l’oro per il peso in carati, non solo per determinare il valore ma per scoprirne l’autenticità, in modo da stabilire il tipo di materiale prezioso posseduto. Il primo passo è quello di leggere le cifre riportate sull’oggetto stesso mediante una lente d’ingrandimento. Se non si riuscissero più a vedere, meglio rivolgersi a un orafo di fiducia. Con un test chimico può inoltre controllare che non si tratti di oggetti solamente placcati d’oro. Va precisato che i gioielli creati prima del 1980 contengono un valore in carati inferiore a quello dichiarato. Da quell’anno sono state modificate le leggi su marchiatura e purezza. Ciò significa che quanto è stato prodotto prima potrebbe, ad esempio, avere una scritta che indica 18 carati, ma in realtà sono solamente 17 o 17,5.

Una prova efficace è il test dell’acido. Si comprano acido e pietra, non costano molto, e servono appositamente per controllare l’oro a 10, 14, 18 e 22 carati (K). I materiali per la pietra sono solitamente la novaculite e la selce o similari. Esistono in commercio dei kit già predisposti con all’interno una bilancia. Gli acidi basati sul numero dei carati vanno usati sugli oggetti che si pensano abbiano tale caratura. Usando ad esempio si adopera l’acido 14 carati su un oggetto da 10 carati, l’acido diventa marrone, mentre se scompare completamente significa che l’oggetto non è di oro. Nel caso l’oro sia privo di incisioni si può usare con tranquillità l’acido per il metallo di 22 carati. I ogni caso l’obiettivo è quello di far diventare il materiale marrone, quindi se si dovesse usare l’acido 18 carati senza effetto, ma l’acido 22 carati diventasse marrone, allora ci si troverebbe di fronte a un oggetto da 18 carati. In definitiva il risultato lo fornisce l’acido per la caratura superiore a quella dell’oggetto.

Il Test Skey è un altro modo per verificare la presenza del metallo e stabilire la composizione prima di sapere come avere la quotazione dell’oro. La prova consiste nell’uso di un apposito tester, il cui costo è di circa 50 euro e permette di eseguire mille prove. Si usa in alternativa all’acido e garantisce precisione anche sull’oro bianco. Si inizia tracciando con lentezza una linea di mezzo centimetro da ripassare per quattro volte senza mai staccare la penna dal metalli. Quindi si scrive la linea su un foglio bianco. Se il colore sarà marrone chiara, diventando verde in pochi secondi, l’oro è inferiore ai 10 carati. Nel caso la linea resti marrone chiaro la caratura è pari a 10. I 14 carati corrispondono al marrone scuso, i 18 carati all’arancione, i 22 carati al giallo, i 24 carati al rosso. Se non compare la linea sul foglio vuol dire che il metallo non è oro.
Se gli oggetti da verificare sono monete, come la sterlina d’oro, bisogna considerare che il valore numismatico potrebbe superare quello del metallo prezioso. L’antichità, la rarità e le condizioni generali sono indicatori importanti, quindi è meglio portare le monete da un esperto per una valutazione precisa, perché la vendita come oro non valuta la fattura dell’oggetto e gli altri aspetti, ma esclusivamente il valore dell’oro.

La determinazione del peso

Uno dei fattori importanti per sapere come avere la quotazione dell’oro riguarda la grammatura del materiale prezioso. Bisogna usare una bilancia per pesare l’oggetto. L’attrezzo da gioielliere ha un costo di circa 50 euro, ma in alternativa può andare bene anche quella usata in cucina. Altrimenti ci si può rivolgere all’orafo. Non basta moltiplicare il peso per il prezzo dell’oro, sia perché il compratore fa altri calcoli che comprendano il guadagno, sia perché la composizione dell’oggetto potrebbe contenere altri metalli da valutare in modo separato. A seconda della bilancia usata si legge l’indicazione tramite una freccia oppure si legge il dato preciso sul display. Bisogna ovviamente attendere che il peso si stabilizzi senza ulteriori oscillazioni prima di annotare il peso. Nel caso la bilancia abbia la misurazione in once, bisogna convertire la cifra in grammi secondo il valore stabilito:
– 1 oncia equivale a 28,3495231 grammi;
– 1/2 oncia corrisponde a 14,175 grammi.

La determinazione del valore

L’ultimo passaggio prima di sapere come avere la quotazione dell’oro da parte dei compratori riguarda la determinazione di quanto vale il metallo prezioso posseduto. É il dato fondamentale per la sua vendita. C’è una formula esatta che permette di fare un calcolo preciso e l’unica variabile è costituita dal prezzo dell’oro. Sui giornali o su internet si può trovare il prezzo del mercato. Siccome dipende dal rapporto tra domanda e offerta durante la stessa giornata si potrebbero avere cifre differenti. Grazie allo smartphone si può verificare il prezzo di mercato nel momento in cui si inizia la trattativa, così da verificare la corrispondenza. Una volta suddivisi gli oggetti secondo i carati, bisogna dividere la caratura per 24 e quindi moltiplicare il risultato ottenuto per il prezzo dell’oro usato al grammo. Facendo un esempio se si ha metallo prezioso a 10 carati e il prezzo è di 35 euro per ogni grammo, il valore sarà di 14,58 euro. Infatti: 10/24=0,4167, 0,4167×35=14,58. Lo stesso modo vale per tutte le carature.
Come specificato bisogna verificare la composizione dell’oggetto e quindi la quantità di oro. Se ad esempio l’oro 14 carati avesse una purezza di 57,5%, sarebbe quest’ultimo dato a dover essere utilizzato per la valutazione definitiva. Le leghe usate quando si fonde l’oggetto fanno perdere peso. Quindi viene prelevato un campione, poi sciolto, separato e pesato per conoscere l’esatta purezza. Va quindi moltiplicato il peso esatto per il prezzo al grammo determinato in precedenza secondo la caratura.



Come avere la quotazione dell’oro: dai calcoli personali a quelli del commerciante

Tutti i passaggi visti sono necessari per prepararsi a ottenere la quotazione del metallo prezioso, in particolar modo per selezionare il negozio proponente le condizioni economiche migliori. Solitamente i commercianti d’oro offrono un prezzo ridotto del 30-60% rispetto alla quotazione reale perché devono analizzarlo e ricavare un profitto. Non tutti i negozi sono uguali e si può trovare qualcuno che si possa avvicinare maggiormente al valore di mercato, includendo comunque un guadagno. Si possono verificare online le diverse proposte di negozi e poi andare di persona, senza fermarsi alla prima offerta. Confrontando le differenti proposte si può decidere quale sia la migliore trovando soddisfazione economica per la vendita dei propri oggetti in oro. Se si hanno gioielli contenenti diamanti e pietre preziose è meglio farle rimuovere da un gioielliere. Se ci si rivolge a chi compra oro è difficile ottenere un buon prezzo per le pietre, perché sono più che altro un ostacolo, sebbene abbiano il loro valore. Meglio venderle separatamente e a chi è interessato al tipo di merce. Chi si occupa di raffinare l’oro è in grado di pagare una cifra che si aggira tra il 90% e il 98% del valore di mercato, dichiarando, spesso, le percentuali prima ancora di vedere l’oro. Lo svantaggio, in questi casi, è che generalmente impongono un limite minimo sulla quantità. Difficile che sia inferiore agli 80-150 grammi. C’è la soluzione dell’asta, anche online, adatta alla realizzazione del 90% del prezzo di mercato. Si può ottenere di più se i gioielli in oro sono ben conservati e indossabili. Se la vendita riguarda le protesi dentarie è bene prestare attenzione alla loro composizione, perché ci sono alcuni oggetti a 24 carati, ma in media non superano i 16 carati. Nell’odontotecnica si usano principalmente materiali con caratura tra 8 e 18. Si deve fare inoltre attenzione a non confondere il metallo bianco con il platino, perché a volte si tratta di carbo-cloro, in grado di superare le prove dedicate a oro e platino. Infine, sebbene non sia direttamente correlato alla quotazione, è bene prendere in considerazione la tassazione imposta dallo Stato sulla vendita dell’oro. Parte del ricavato viene destinato alle tasse, quindi riduce il guadagno dovuto alla vendita. Tenere d’occhio il mercato, nonostante le variazioni nell’arco della giornata, può aiutare a capire come avere la quotazione dell’oro migliore. Si pensa in particolare al periodo, perché ci sono momenti in cui vi è un calo costante e altri lassi di tempo in cui vi è la crescita. L’eventuale attesa potrebbe permettere di avere una quotazione più alta rispetto all’azione frettolosa dettata dalla stringente necessità.

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